Strutture Medico - Sanitarie

La gestione del rischio sanitario delle strutture medico – sanitarie non è più solo una buona pratica: è un preciso obbligo normativo.

Con l’introduzione della Legge Gelli-Bianco, le strutture sanitarie e sociosanitarie – dalle RSA agli studi dentistici, dai poliambulatori alla medicina di gruppo – sono chiamate a garantire non solo la qualità delle prestazioni, ma anche la sicurezza delle cure e la corretta gestione del rischio clinico.

Questo significa adottare un approccio strutturato che integri:

  • prevenzione degli eventi avversi
  • responsabilità verso pazienti e operatori
  • coperture assicurative adeguate e coerenti con l’attività svolta

In questo contesto, l’assicurazione non è un adempimento formale, ma uno strumento fondamentale di tutela patrimoniale e continuità operativa.

  • Studi Odontoiatrici
  • RSA
  • Poliambulatori
  • Medicina di Gruppo

Uno studio odontoiatrico è una struttura sanitaria a tutti gli effetti, con responsabilità cliniche, organizzative e imprenditoriali sempre più rilevanti.

La Legge Gelli-Bianco e i successivi decreti attuativi hanno chiarito che anche gli studi odontoiatrici devono dotarsi di coperture assicurative adeguate, in grado di rispondere non solo agli obblighi normativi, ma soprattutto alla reale esposizione al rischio derivante dall’attività svolta.

In questo contesto, il rischio non riguarda esclusivamente l’atto sanitario, ma coinvolge l’intera organizzazione dello studio:

  • responsabilità professionale per le prestazioni odontoiatriche
  • responsabilità della struttura per l’operato di collaboratori e personale sanitario
  • gestione di complicanze, errori clinici e contenzioso con i pazienti
  • utilizzo di tecnologie, dispositivi e trattamenti sempre più evoluti

La normativa prevede inoltre che le coperture siano coerenti con la tipologia e il volume delle prestazioni, con massimali e condizioni adeguate al livello di rischio, superando definitivamente l’approccio standardizzato.

Gestire una RSA significa assumersi una responsabilità continua verso persone fragili, in un contesto ad alta complessità assistenziale e organizzativa.

La normativa introdotta dalla Legge Gelli-Bianco e i successivi decreti attuativi hanno reso ancora più chiaro il perimetro delle responsabilità delle strutture sociosanitarie, imponendo non solo l’obbligo di coperture assicurative, ma anche la loro coerenza rispetto ai rischi reali dell’attività svolta.

Nelle RSA, infatti, il rischio non è legato esclusivamente alla prestazione sanitaria, ma si estende a tutta la gestione dell’ospite:

  • assistenza continuativa e non autosufficienza
  • responsabilità per il personale sanitario e socio-assistenziale
  • gestione di eventi avversi, cadute, errori assistenziali
  • responsabilità organizzativa della struttura

In questo contesto, la struttura risponde direttamente anche per l’operato dei professionisti e degli operatori coinvolti, rendendo fondamentale un sistema di coperture che sia completo, integrato e conforme ai requisiti normativi in termini di massimali, condizioni e garanzie.

Gestire un poliambulatorio significa gestire una molteplicità di rischi, responsabilità e specializzazioni sanitarie.

La normativa introdotta dalla Legge Gelli-Bianco e completata dai recenti decreti attuativi ha definito con maggiore precisione gli obblighi a carico delle strutture sanitarie, imponendo non solo la presenza di coperture assicurative, ma anche la loro adeguatezza rispetto alla complessità organizzativa e alle attività svolte.

Un poliambulatorio, per sua natura, concentra al proprio interno diverse figure professionali, prestazioni e percorsi clinici.

Questo comporta una responsabilità diretta della struttura per l’operato dei sanitari e richiede una gestione evoluta del rischio, che tenga conto di:

  • tipologia delle prestazioni erogate
  • numero e ruolo degli operatori coinvolti
  • volume di attività e potenziale esposizione al contenzioso
  • requisiti minimi di copertura, massimali e condizioni previsti dalla normativa

In questo scenario, l’assicurazione non può essere standard.

La medicina di gruppo rappresenta un modello organizzativo evoluto, che amplia le opportunità assistenziali ma anche le responsabilità.

Con l’evoluzione normativa introdotta dalla Legge Gelli-Bianco e dai successivi decreti attuativi, anche queste realtà sono sempre più assimilate a vere e proprie strutture sanitarie, con obblighi specifici in termini di gestione del rischio e adeguatezza delle coperture assicurative.

In uno studio di medicina di gruppo, infatti, il rischio non riguarda solo il singolo professionista, ma l’intero sistema organizzativo:

  • responsabilità professionale dei medici coinvolti
  • responsabilità della struttura per attività condivise e personale di supporto
  • gestione coordinata dei pazienti e continuità assistenziale
  • utilizzo di strumenti, protocolli e spazi comuni

Questo comporta una maggiore esposizione al rischio e richiede coperture che siano coerenti con la complessità dell’organizzazione, nel rispetto dei requisiti normativi in termini di massimali, condizioni e ambiti di responsabilità.

LEGGE 8 marzo 2017, n. 24
Legge “Gelli-Bianco”

DECRETO ATTUATIVO
LEGGE 24/2017

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