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"E' imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo"
(Art.2 della La legge quadro n. 4431985)  

L'elemento caratterizzante dell'impresa artigiana è proprio l'artigiano, o meglio, l'attività che svolge l'artigiano; quest'ultimo, infatti, non deve limitarsi a gestire l'impresa ma deve intervenire personalmente "nel processo produttivo" anzi intervenire "in misura prevalente" nella produzione.
Questa definizione data dalla legge è conforme con l'idea che normalmente si ha dell'artigiano, cioè di una persona che "con le sue mani" crea il prodotto, quasi un artista.

Vi possono essere imprese artigiane che si avvalgono dell'attività di dipendenti e dell'aiuto di macchine per la produzione.

In questi casi può essere difficile distinguere l'imprenditore artigiano dall'imprenditore commerciale ed è per questo motivo che l'art. 4  pone dei limiti dimensionali all'impresa artigiana, ad esempio un massimo di 22 dipendenti per la produzione di serie.

Va da se che la sicurezza dell'Impresa artigiana passa attraverso un'attenta analisi dei rischi che riguardano i beni e le persone che da essa dipendono e che ad essa dedicano la loro vita, e più dettagliatamente:

  • Titolari e loro coadiuvanti
  • Familiari e affini ai titolari
  • Proprietà individuali dei titolari
  • Beni immobili e mobili a supporto dell'Attività
  • Dipendenti e collaboratori
  • Crediti commerciali